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Musella è una delle realtà più interessanti e visionarie della nuova scena vitivinicola veronese, capace di interpretare la Valpolicella con uno stile elegante, naturale e profondamente territoriale.
La tenuta si trova a San Martino Buon Albergo, alle porte di Verona, in un contesto collinare circondato da boschi, ulivi e corsi d’acqua. È gestita da Maddalena Pasqua di Bisceglie, che dopo esperienze nel mondo dell’arte ha preso le redini dell’azienda di famiglia, trasformandola in un progetto agricolo a biodinamica certificata (Demeter), tra i primi in zona.
I vigneti si estendono su circa 25 ettari, distribuiti in tre zone collinari con esposizioni variabili e suoli calcareo-argillosi ricchi di scheletro. Le varietà coltivate sono quelle tradizionali della Valpolicella: Corvina, Corvinone, Rondinella e Oseleta, con alcune parcelle dedicate anche a Chardonnay e Garganega.
In cantina si lavora con fermentazioni spontanee, affinamenti in legno grande, cemento o anfora, uso limitato della solforosa e nessun intervento correttivo. L’Amarone viene interpretato con una mano sottile, senza eccessi, mentre i Valpolicella e i rifermentati raccontano l’anima più libera e contemporanea del territorio.
Musella è oggi un punto di riferimento per chi cerca una Valpolicella viva, artigiana, in equilibrio tra tradizione e sensibilità contemporanea. Una voce naturale che non alza la voce, ma lascia il segno.
Drago Bianco è l’interpretazione personale e libera del bianco veronese secondo Musella, ottenuto da un uvaggio non convenzionale che vede protagonista la Garganega, affiancata da piccole percentuali di altre uve a bacca bianca autoctone, vinificate con piglio artigianale e spirito biodinamico. Le vigne sono situate sulle colline della tenuta di San Martino Buon Albergo, a un’altitudine di circa 200–300 metri, su suoli calcareo-argillosi ricchi di sassi, con esposizione a sud e sud-est. Coltivazione in biodinamica certificata, vendemmia manuale, rese basse e attenzione massima alla sanità delle uve.
La vinificazione prevede una breve macerazione sulle bucce, fermentazione spontanea in cemento, e affinamento di circa 6 mesi in anfore di terracotta, senza chiarifiche o filtrazioni e con solforosa minima.
L’annata 2022 è stata calda e asciutta, ma le riserve nei suoli profondi e la gestione biodinamica hanno permesso di ottenere uve sane, con buona freschezza e aromi nitidi. Il vino mostra un profilo più maturo del solito, ma sempre in equilibrio.
Nel bicchiere, Drago Bianco 2022 si esprime con note di mandorla fresca, pesca bianca, fieno secco e scorza di agrume, con tocchi minerali e lievemente affumicati. Il sorso è ampio ma asciutto, con un bel gioco tra tensione e polpa, chiusura salina e leggermente tannica.
Un bianco morbido ma vibrante, che parla veronese in dialetto naturale. Rurale, spontaneo, sorprendente.