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Emidio Pepe è una leggenda vivente del vino artigianale italiano. La sua cantina, fondata nel 1964 a Torano Nuovo, nel cuore dell’Abruzzo teramano, è un simbolo di coerenza e visione contadina, oggi portata avanti con la stessa filosofia dalle figlie e dalle nipoti.
Dopo una formazione da autodidatta e un’intuizione folgorante sulla forza espressiva del Montepulciano d’Abruzzo, Emidio decide fin da subito di vinificare solo con fermentazioni spontanee, uva sana, nessun additivo e nessuna filtrazione, ben prima che tutto questo fosse considerato “naturale”.
I vigneti (oggi circa 15 ettari) sono coltivati in biodinamica certificata su terreni argilloso-calcarei, ad alta densità d’impianto e con una cura maniacale della pianta. Tutto è fatto a mano: dalla pigiatura con i piedi alla diraspatura manuale su graticci, dall’imbottigliamento senza pompe fino all’affinamento lunghissimo in bottiglia, nelle cantine sotterranee.
Pepe lavora solo uve autoctone abruzzesi: Montepulciano, Trebbiano, Pecorino. I vini non cercano mai rotondità o piacere immediato: sono intensi, profondi, rustici, longevi, e si evolvono per decenni. Alcune annate restano in cantina oltre vent’anni prima di essere rilasciate.
Emidio Pepe è un monumento al vino contadino italiano. Un vignaiolo radicale, visionario, e fuori dal tempo.
Il 2015 in Abruzzo è stata un’annata calda e regolare, con poca pioggia e maturazioni rapide, ma senza eccessi. A Torano Nuovo, l’altitudine e l’escursione termica hanno preservato acidità e integrità aromatica, soprattutto per il Trebbiano d’Abruzzo, che ha retto il caldo grazie alle vigne profonde e ben radicate su suoli argilloso-calcarei.
Le uve per il Trebbiano 2015 provengono da parcelle storiche, piantate ad alta densità, esposte a nord-est, vendemmiate a inizio settembre in perfetto equilibrio tra concentrazione e freschezza.
Nel bicchiere, il vino ha raggiunto oggi una fase espressiva piena: note di camomilla, scorza d’arancia, resina, nocciola tostata e cenni di idrocarburo. Al palato è ampio e materico, ma ancora vivo: la tensione salina attraversa la struttura, chiudendo lungo su toni di erbe secche e sale.
Un Trebbiano di grande profondità, già evoluto ma ancora in movimento. Meditativo, potente, salato.