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Emidio Pepe è una leggenda vivente del vino artigianale italiano. La sua cantina, fondata nel 1964 a Torano Nuovo, nel cuore dell’Abruzzo teramano, è un simbolo di coerenza e visione contadina, oggi portata avanti con la stessa filosofia dalle figlie e dalle nipoti.
Dopo una formazione da autodidatta e un’intuizione folgorante sulla forza espressiva del Montepulciano d’Abruzzo, Emidio decide fin da subito di vinificare solo con fermentazioni spontanee, uva sana, nessun additivo e nessuna filtrazione, ben prima che tutto questo fosse considerato “naturale”.
I vigneti (oggi circa 15 ettari) sono coltivati in biodinamica certificata su terreni argilloso-calcarei, ad alta densità d’impianto e con una cura maniacale della pianta. Tutto è fatto a mano: dalla pigiatura con i piedi alla diraspatura manuale su graticci, dall’imbottigliamento senza pompe fino all’affinamento lunghissimo in bottiglia, nelle cantine sotterranee.
Pepe lavora solo uve autoctone abruzzesi: Montepulciano, Trebbiano, Pecorino. I vini non cercano mai rotondità o piacere immediato: sono intensi, profondi, rustici, longevi, e si evolvono per decenni. Alcune annate restano in cantina oltre vent’anni prima di essere rilasciate.
Emidio Pepe è un monumento al vino contadino italiano. Un vignaiolo radicale, visionario, e fuori dal tempo.
Il Pecorino 2018 proviene da parcelle esposte a est, tra i 300 e i 350 metri sul livello del mare, su terreni calcareo-limosi, ventilati e freschi, piantati su vecchio materiale genetico recuperato in zona.
Il 2018 è stata un’annata a doppia faccia: primavera piovosa e complicata, che ha messo alla prova la gestione agronomica; poi un’estate lunga e asciutta, con escursioni decise tra giorno e notte. Il risultato sono uve perfettamente mature, ma con acidità sorprendentemente viva, raccolte a inizio settembre.
Il vino esprime questa tensione con grande precisione: note di agrume giallo, ginestra, resina e un tocco fumé, quasi da pietra focaia. La bocca è dritta, salina, densa ma mai pesante, con una lunghezza saporita e asciutta, più verticale che opulenta.
Un Pecorino austero e profondo, che fotografa l’annata con nitidezza, capace di evolvere lentamente e guadagnare ampiezza con l’aria o gli anni.