Per offrirti il miglior servizio possibile AppinTown utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l'uso dei cookies.
×Autorizzo.
Domaine Pavelot è uno dei nomi storici di Savigny-lès-Beaune, piccolo ma prestigioso villaggio della Côte de Beaune, noto per i suoi vini eleganti e sottili. La famiglia coltiva la vigna a Savigny da generazioni, ma è con Jean-Marc Pavelot, e oggi con il figlio Hugues, che il domaine ha assunto un profilo artigianale di assoluta precisione.
L’azienda conta circa 13 ettari, suddivisi in una costellazione di parcelle distribuite tra villages, premier cru e lieu-dit, tutti coltivati in agricoltura biologica certificata. I suoli variano molto, ma il filo conduttore è la componente calcareo-argillosa con scheletro abbondante, e le esposizioni sono prevalentemente a sud-est e sud.
I rossi — da Pinot Noir — sono vinificati con grande rispetto dell’annata e della parcella: fermentazioni spontanee, affinamenti in pièces borgognone (10–30% legno nuovo a seconda della cuvée), estrazioni delicate e un uso molto misurato della solforosa. I bianchi — da Chardonnay — seguono lo stesso approccio, con attenzione al dettaglio e all’equilibrio tra frutto, mineralità e struttura.
I vini di Pavelot hanno uno stile classico ma vibrante, con grande trasparenza di terroir, tannini finissimi, e una capacità di invecchiamento sorprendente. Mai sovrastruttura, mai ricerca dell’impatto, ma finezza, profondità e misura.
Domaine Pavelot è uno di quei produttori che non fa rumore, ma costruisce silenziosamente grandezza: bottiglie che parlano la lingua della Borgogna più autentica, con umiltà e coerenza.
Il Bourgogne Aligoté di Pavelot è una lettura sincera e asciutta di questo vitigno spesso sottovalutato, coltivato su parcelle selezionate nei pressi di Savigny-lès-Beaune, su suoli argilloso-calcarei leggeri, con esposizione a sud-est. La conduzione agricola è in biologico certificato, le rese sono contenute e la vendemmia rigorosamente manuale.
La vinificazione è essenziale e pulita: pressatura diretta, fermentazione spontanea in vasche inox, affinamento di circa 10 mesi sulle fecce fini senza bâtonnage, nessuna chiarifica o filtrazione spinta, solforosa limitata.
L’annata 2017 ha avuto un profilo regolare, precoce e soleggiato, con buone riserve idriche in primavera e un’estate calda ma non estrema. L’Aligoté ha beneficiato di condizioni ideali per maturare senza perdere freschezza, regalando vini tesi ma più ampi rispetto ad annate più fredde.
Nel bicchiere, questo 2017 si presenta con note di lime, mela verde, erbe di campo e gesso, affiancate da un accenno di nocciola fresca. Il sorso è agile, diretto e minerale, con una chiusura leggermente citrina e sapida che invita subito al prossimo bicchiere.
Un Aligoté tutto giocato sull’energia e la precisione, senza orpelli. Franco, luminoso, autentico.