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Château de Fosse-Sèche è una delle realtà più visionarie e solide della Loira meridionale, nel comune di Brossay, appellation Saumur. A guidarlo sono i fratelli Adrien e Guillaume Pire, entrambi con formazione internazionale in viticoltura ed enologia, rientrati a casa nei primi anni 2000 per trasformare la tenuta di famiglia in un progetto agricolo radicale e poetico.
Il loro lavoro parte dalla terra: 15 ettari di vigna immersi in 45 ettari di foresta, prati e stagni, gestiti secondo un principio chiave – agroecologia. Tutta la tenuta è in biodinamica certificata, ma va oltre: rigenerazione del suolo, tutela della biodiversità, zero input chimici, energia rinnovabile, arnie, cavalli e pascolo integrato.
I suoli sono unici: pietra focaia e silice su basamento calcareo, in una zona tra le più fredde di Saumur. Le varietà coltivate sono classiche della Loira – Chenin Blanc e Cabernet Franc – vinificate con mano finissima: fermentazioni spontanee, lunghi affinamenti in anfore, acciaio o botti grandi, zero filtrazioni, solfiti bassissimi o assenti.
I vini di Fosse-Sèche sono di energia rara: tesi, verticali, silenziosi ma profondi. Vini che non gridano, ma restano impressi. Adrien e Guillaume non seguono mode: producono vini agricoli di precisione, che nascono da un ecosistema complesso e coerente.
Château de Fosse-Sèche è uno dei grandi nomi della Loira moderna. Agricoltura viva, pensiero lucido, vini scolpiti nella pietra.
Arcane 2022 è il bianco secco di Château de Fosse-Sèche, vinificato da Chenin Blanc in purezza, coltivato in biodinamica certificata su suoli di selce e pietra focaia, tra i più freddi e ventilati dell’AOC Saumur.
Le uve, vendemmiate a mano con rigore assoluto, fermentano spontaneamente in acciaio, poi affinano per diversi mesi sulle fecce fini, senza batonnage. Zero chiarifiche, zero filtrazioni, e solfiti aggiunti solo se serve. Il vino è lasciato esprimere luogo, luce e materia, senza trucco.
Nel bicchiere è cristallino, tagliente, profondo: sentori di lime, pera, erbe bianche, pietra bagnata. Bocca tesa, affilata, nervosa, con una salinità netta e una chiusura minerale e verticale, che sembra scolpita nella roccia.
Arcane 2022 è un Chenin di altissima precisione, che parla più il linguaggio del suolo che quello del frutto. Un vino che non cerca di piacere a tutti, ma conquista chi cerca verità, purezza, tensione.