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Emidio Pepe è una leggenda vivente del vino artigianale italiano.La sua cantina, fondata nel 1964 a Torano Nuovo, nel cuore dell’Abruzzo teramano, è un simbolo di coerenza e visione contadina, oggi portata avanti con la stessa filosofia dalle figlie e dalle nipoti.
Dopo una formazione da autodidatta e un’intuizione folgorante sulla forza espressiva del Montepulciano d’Abruzzo, Emidio decide fin da subito di vinificare solo con fermentazioni spontanee, uva sana, nessun additivo e nessuna filtrazione, ben prima che tutto questo fosse considerato “naturale”.
I vigneti (oggi circa 15 ettari) sono coltivati in biodinamica certificata su terreni argilloso-calcarei, ad alta densità d’impianto e con una cura maniacale della pianta. Tutto è fatto a mano: dalla pigiatura con i piedi alla diraspatura manuale su graticci, dall’imbottigliamento senza pompe fino all’affinamento lunghissimo in bottiglia, nelle cantine sotterranee.
Pepe lavora solo uve autoctone abruzzesi: Montepulciano, Trebbiano, Pecorino. I vini non cercano mai rotondità o piacere immediato: sono intensi, profondi, rustici, longevi, e si evolvono per decenni. Alcune annate restano in cantina oltre vent’anni prima di essere rilasciate.
Emidio Pepe è un monumento al vino contadino italiano.Un vignaiolo radicale, visionario, e fuori dal tempo.
Annata 2020 asciutta, calda e luminosa fin dall’inizio: inverno secco, germogliamento anticipato, fioritura regolare e un’estate calda ma ben ventilata. In zona Torano Nuovo, il Pecorino ha beneficiato della buona riserva idrica del suolo, maturando in modo omogeneo, con zuccheri contenuti e acidità ben conservata, grazie alle altitudini fresche (oltre i 300 m slm) ed esposizioni ventilate.
Le uve provengono da una parcella collinare a suolo calcareo e ricco di limo, ben drenata, che esalta il lato più salino e verticale del vitigno.
Rispetto al 2018, il 2020 è più snello e vibrante, con meno tensione ossidativa e più immediatezza agrumata. Il naso gioca su scorza di limone, fieno secco, iodio e mandorla, con una traccia di gesso in sottofondo. Al sorso è dritto, nervoso, sapido, con un'acidità viva che allunga il finale su toni di erbe officinali e pietra.
Un’interpretazione tesa e marina, che punta sulla finezza dell’annata, perfetta per chi cerca il lato più affilato del Pecorino secondo Pepe. Più luce che terra.