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Mathieu Cosme è uno dei volti più intensi e rigorosi della nuova generazione della Loira, capace di portare lo Chenin blanc a livelli di purezza ed energia assoluti. Il domaine, Domaine de Beaumont, si trova a Noizay, nel cuore della denominazione Vouvray, su pendii di tuf calcaire (tufo gessoso) con esposizione a sud e sud-est, tra i 100 e 150 metri di altitudine.
Mathieu eredita l’azienda di famiglia nel 2005, dopo studi di enologia a Bordeaux e un'esperienza presso Zind-Humbrecht in Alsazia. Da subito converte i vigneti alla biodinamica, spingendo su rese bassissime, arature leggere, nessun diserbo chimico, vendemmie manuali e selettive.
Il suo lavoro in cantina è meticoloso e non interventista: fermentazioni spontanee in botte, affinamenti lunghi sui lieviti in demi-muids, nessuna chiarifica, filtrazioni blande solo quando necessario, e uso minimo di solforosa. I suoi Vouvray sono quasi tutti secchi o demi-sec, con una tensione che deriva dal suolo, non dal residuo zuccherino.
I vini di Mathieu Cosme sono dritti, minerali, luminosi, capaci di unire la roccia alla succosità del frutto, senza mai perdere equilibrio. Sono Chenin vivi, scolpiti, con una profondità che si esprime nel tempo e nel bicchiere.
Mathieu Cosme è un vigneron che crede nel dettaglio, nella terra e nella misura. Ogni bottiglia è un frammento di tufo liquido.
Les Promenards è la cuvée più raffinata di Mathieu Cosme, uno Chenin blanc in purezza proveniente da una singola parcella a Noizay, su suoli di tufo calcareo e argilla gialla, con esposizione a sud-est. La vigna è coltivata in biodinamica certificata, con rese bassissime, vendemmie manuali e maniacale selezione delle uve.
In cantina: pressatura diretta, fermentazione spontanea in demi-muids, affinamento di 12 mesi sulle fecce fini, senza bâtonnage, nessuna chiarifica o filtrazione, e solforosa quasi assente.
Il 2022 è stata un’annata calda e asciutta, ma le riserve idriche nei suoli profondi e l’altitudine delle vigne hanno permesso di mantenere tensione e succosità, con una maturazione piena ma bilanciata.
Nel calice, il vino è preciso e vibrante: profumi di agrumi luminosi, pera matura, fiori bianchi e accenti di pietra bagnata. Il sorso è scattante, salino, stratificato, con un finale lungo che richiama il gesso e l’eleganza.
Uno Chenin che cammina dritto, senza esitazioni. Finezza pura, scolpita nel gesso.