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Domaine Pavelot è uno dei nomi storici di Savigny-lès-Beaune, piccolo ma prestigioso villaggio della Côte de Beaune, noto per i suoi vini eleganti e sottili. La famiglia coltiva la vigna a Savigny da generazioni, ma è con Jean-Marc Pavelot, e oggi con il figlio Hugues, che il domaine ha assunto un profilo artigianale di assoluta precisione.
L’azienda conta circa 13 ettari, suddivisi in una costellazione di parcelle distribuite tra villages, premier cru e lieu-dit, tutti coltivati in agricoltura biologica certificata. I suoli variano molto, ma il filo conduttore è la componente calcareo-argillosa con scheletro abbondante, e le esposizioni sono prevalentemente a sud-est e sud.
I rossi — da Pinot Noir — sono vinificati con grande rispetto dell’annata e della parcella: fermentazioni spontanee, affinamenti in pièces borgognone (10–30% legno nuovo a seconda della cuvée), estrazioni delicate e un uso molto misurato della solforosa. I bianchi — da Chardonnay — seguono lo stesso approccio, con attenzione al dettaglio e all’equilibrio tra frutto, mineralità e struttura.
I vini di Pavelot hanno uno stile classico ma vibrante, con grande trasparenza di terroir, tannini finissimi, e una capacità di invecchiamento sorprendente. Mai sovrastruttura, mai ricerca dell’impatto, ma finezza, profondità e misura.
Domaine Pavelot è uno di quei produttori che non fa rumore, ma costruisce silenziosamente grandezza: bottiglie che parlano la lingua della Borgogna più autentica, con umiltà e coerenza.
L’Aloxe-Corton di Domaine Pavelot è una delle espressioni più strutturate della gamma, un Pinot Noir in purezza proveniente da parcelle collinari ai piedi del celebre Grand Cru, su suoli di marne rosse e calcare compatto, ricchi di ferro e con esposizione a sud e sud-est. Le viti, coltivate in agricoltura biologica certificata, affondano le radici in terreni profondi, capaci di dare vini con maggiore forza tannica e un profilo più austero rispetto ai cru di Savigny.
La vinificazione è classica: diraspatura parziale, fermentazione spontanea in cuve inox, rimontaggi e follature delicati, affinamento in pièces borgognone (circa 20% di legno nuovo) per 12 mesi, seguiti da alcuni mesi in inox. Nessuna chiarifica, filtrazione leggera, solforosa contenuta.
L’annata 2022 ha regalato condizioni solari e asciutte, con vendemmie precoci e uve sanissime. Su terreni come quelli di Aloxe-Corton, il risultato è un vino con frutto pieno e maturo, ma ancora ben sorretto da freschezza e struttura, grazie all’altitudine e all’escursione termica.
Nel calice, Aloxe-Corton 2022 mostra note di ciliegia nera, mora, scorza d’arancia, grafite e sottobosco. Al palato è più denso e serrato rispetto agli altri village della casa, con un tannino fitto ma fine, trama sapida e un finale profondo e terroso.
Un vino che esprime la parte muscolare della Côte de Beaune, ma sempre con l’equilibrio e la sobrietà della mano Pavelot. Compatto, elegante, con una bella presa sul terreno.